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Coldiretti stila la lista dei 14 cibi più pericolosi in Italia e ci invita a diffonderla per informare tutti

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L’elenco presentato dalla Coldiretti vuole sensibilizzare i consumatori sui rischi legati ad alcuni prodotti tossici per la salute. Trattasi di cibi che non dovrebbero mai finire sulle nostre tavole.

Fate circolare questa lista affinché tutti siano informati. Vediamo meglio quali sono.

Noi siamo quello che mangiamo”. La massima del filosofo tedesco Feuerbach non può che essere valida anche al giorno d’oggi, momento storico caratterizzato da una una sempre più grande attenzione a tutto quello che si porta a tavola. Proprio per rispondere al meglio alle esigenze di sicurezza alimentare, a scendere in campo ci ha pensato la Coldiretti. La Confederazione Nazionale dei Coltivatori Diretti ha voluto stilare una lista di quelli che sono i prodotti più pericolosi per la nostra salute. Nella loro black list sono finiti 14 alimenti da cui sarebbe opportuno tenersi ben alla larga.

Per stilare il ranking sono stati utilizzati i criteri contenuti nell’ultimo rapporto del Sistema di Allerta Rapido Europeo (RASFF) del 2016, uno strumento che tiene conto di tutti i rischi alimentari causati da residui chimici, metalli pesanti, micotossine, diossine, coloranti ed inquinanti microbiologici.
Ma quali sarebbero questi alimenti da evitare come la peste? Dei 2.925 allarmi alimentari complessivamente scattati, il maggior numero (96) riguarda il pesce spada e il tonno provenienti dalla Spagna. A quanto pare nei prodotti ittici spagnoli sarebbe stata riscontrata un’eccessiva presenza di mercurio e cadmio.

Va però precisato che l’allarme riguarderebbe il pesce pescato lontano dall’Unione Europea, e in particolare nell’Oceano Atlantico, dove la contaminazione da metalli pesanti è decisamente più alta.

Al secondo posto con 93 notifiche si posizionano gli integratori e i prodotti dietetici di provenienza statunitense. Per questi prodotti i rischi sarebbero legati agli «ingredienti e novel food non autorizzati dalla legislazione UE», ma consentiti da quella americana. A chiudere il podio con 60 segnalazioni troviamo le arachidi provenienti dalla Cina. Qui i rischi sono legati alla aflatossine, sostanze naturali che oltre un certo limite provocano danni al fegato e sono cancerogene.

La lista continua poi con i peperoni della Turchia e i pistacchi dell’Iran (56), i fichi secchi della Turchia (53), la carne di pollo polacca (53), le nocciole della Turchia (37), gli arachidi degli USA (33) e i pistacchi della Turchia (32). Dalla top ten si prosegue poi con il peperoncino indiano (31), le albicocche secche della Turchia (29), la noce moscata indonesiana (25) e le carni di pollo olandesi (15).

In quasi tutti i prodotti segnalati, il richio sarebbe legato alle aflatossine. L’associazione mette quindi in guardia da queste sostanze dannose per la nostra salute. La classifica permette così di far accendere la lampadina al consumatore che dovesse trovarsi di fronte all’acquisto di questi prodotti. Un altro dato da non sottovalutare è la provenienza. La maggior parte delle notifiche arriva dalla Turchia (276), seguita dalla Cina (256) e dall’India (194).

La conclusione sarebbe dunque quella di mostrare particolare attenzione nella scelta dei prodotti acquistati, preferendo i prodotti italiani, tradizionalmente più controllati oltre che sottoposti a maggiori standard di sicurezza.


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