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IL PD FAREBBE BENE A TACERE SU MARRA: FU MARINO A PROMUOVERLO E NAPOLITANO LO FECE COMMENDATORE.

Nei giorni scorsi si è parlato molto di Raffaele Marra, dirigente del Comune di Roma arrestato con l’accusa di corruzione, e del suo rapporto con la sindaca della Capitale Virginia Raggi, che lo aveva scelto come capo del personale.

I media e i partiti hanno messo in luce l’errore della Raggi, dimenticando però di raccontarci dei suoi rapporti con gli altri partiti. Soprattutto col Pd.

Per fortuna, però, c’è rimasto qualche giornalista onesto. Come il vicedirettore di Libero Franco Bechis, che scrive:

“Per l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, che lo ha spiegato l’altro giorno in una intervista al Fatto Quotidiano, Raffaele Marra avrebbe fatto parte di quel mondo opaco che lui aveva fatto fuori alla sua epoca. E che è rispuntato come un topino appena gatto Marino fu fatto fuori dal Pd. «Fra Marra e Raggi», ha raccontato l’ex sindaco marziano, «c’ è un rapporto di lunga durata. Io lo avevo relegato in un ufficio senza poteri esecutivi. Leggo che in quel periodo Marra entrò in contatto con i grillini. Immagino che, una volta eletta sindaca la Raggi, si sia sentito in diritto di incassare un posto centrale nell’ Amministrazione comunale».

Naturale che dopo l’arresto di Marra sia un piacere per Marino appuntarsi una medaglia sul petto. E di medaglie in questa vicenda ne sono girate parecchie. Questo però proprio non esiste, nemmeno di latta. Marino non solo non fece mai fuori come rivendica il dirigente del comune di Roma ora finito in manette.

Ma fu lui a promuoverlo e a toglierlo dalla naftalina in cui era finito nelle ultime settimane di Gianni Alemanno sindaco. Alemanno ha raccontato di avere rotto infatti con Marra nel 2010 «perché voleva avere dei ruoli che non gli potevo dare. Voleva stare nel Gabinetto del sindaco, ma non lo ritenevo maturo. Ci fu una rottura e andò con altre amministrazioni».

E ancora:

“Altro che avergli tolto potere, Marino diede a Marra il potere di decidere il contratto decentrato e i premi da assegnare ai dipendenti del comune di Roma. Una posizione strategica per costruirsi una rete interna al comune. Ma quando uno finisce nei guai è normale che le memorie di chi invece lo aveva elevato agli altari diventino improvvisamente annebbiate.

D’altra parte sugli altari Marra era stato portato da tanti. Anche dall’ ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che due volte gli concesse a sua firma altrettante onorificenze: commendatore dell’ ordine al merito della Repubblica italiana, e attestazione al merito della sanità pubblica.”

Insomma, Marino resuscitò Raffaele Marra. E Napolitano lo nominò commendatore. Ma questo ai cittadini non è dato saperlo: i criminali dell’informazione buttano fango solo sul M5S, che a Roma sta mettendo in crisi i poteri forti. (Fonte: www.dagospia.com)

E allora diffondiamo noi queste informazioni: condividiamo questo articolo e inoltriamolo ai nostri amici e conoscenti. La verità prima di tutto.


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