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Il medico italiano che dopo la sua morte “sconvolse” tutti i malati. Ecco perché…

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Alfredo Cornaglia, ex primario di Radiologia, ha deciso di lasciare l’eredità milionaria ai malati terminali.

Quella del medico non  è una professione come tutte le altre: per praticarla, e godere della stima dei pazienti, bisogna avere una grande vocazione all’aiuto degli altri e un grande senso di solidarietà per i malati. Doti di cui certamente era ricco Alfredo Cornaglia, primario di Radiologia alla clinica dermatologica San Lazzaro a Torino, che dopo essere morto nel mese di febbraio ha deciso di donare la sua eredità, di ben 24 milioni di euro, a una fondazione che si occupa di malati terminali.

Prima di morire, come racconta Repubblica, Cornaglia ha deciso di affidare la gestione dei soldi alla Compagnia di San Paolo, con il vincolo di finanziare la Fondazione Faro. Il dottore ha anche indicato che i soldi dovranno essere spesi per sostenere le attività di assistenza ai malati terminali e ai loro familiari, o in alternativa per creare un nuovo hospice o ancora per ammodernare quello che già esiste all’ospedale San Vito di Torino. Secondo Angelo Benessia quella del dottor Cornaglia è una forma di “filantropia laica”, visto che “di solito chi vuole legare il suo nome a un’opera di beneficenza molto importante pensa alle istituzioni religiose, ma esistono invece altre istituzioni, come appunto le grandi fondazioni ex bancarie, che perseguono scopi sociali con assoluta trasparenza”. In fondo fu lo stesso Benessia a consigliare a Cornaglia di donare la sua eredità alla Compagnia di San Paolo, spiegandogli che i suoi soldi sarebbero certamente stati in buonissime mani.

Alfredo-Cornaglia

Alfredo Cornaglia, ex primario di Radiologia

Ma chi era il dottor Cornaglia? Uomo riservatissimo, discendente di una ricca famiglia torinese, ha studiato medicina ed è diventato primario di Radiologia alla clinica dermatologica San Lazzaro, oggi parte della Città della salute. In carriera si è sempre speso per ridurre le sofferenze dei malati terminali.

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