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La lettera inviata in tutti gli ospedali d’Italia ora sta spopolando sul web. Moltissimi cittadini stanno aderendo all’iniziativa: Vaccini Puliti

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Sono ormai 600 i sottoscrittori dell’iniziativa volta all’ottenimento di un incremento qualitativo nella produzione dei vaccini.

La scarsa qualità dei vaccini attuali mina di conseguenza la loro fruibilità da parte di una platea di consumatori sempre più attenti ed esigenti… come è giusto che sia.

Riportiamo la lettera aperta inviata ai maggiori centri di ricerca italiani, con lo scopo di sensibilizzare sull’importanza di garantire vaccini sicuri e puliti, proprio agli operatori che oggi sono deputati alla somministrazione di questi composti iniettabili.

Diamo una mano anche noi alla diffusione di questo importante messaggio che riguarda la salute di tutti specialmente dei nostri bambini.

Spesso dimentichiamo come sia importante vigilare attivamente e con la dovuta competenza sulla qualità dei prodotti che somministriamo ai nostri pazienti.

Molto spesso ignoriamo che uno dei fattori di rischio più facilmente isolabili è quello relativo alla qualità dei composti iniettabili.

Dando per scontato che qualcuno abbia fatto dei controlli in merito alla qualità, ci si dimentica una delle regole fondamentali del business: abbattere i costi e massimizzare i profitti.

Le industrie farmaceutiche seguono anch’esse, per la produzione, i dettami del regime capitalistico, pur trattandosi di temi di salute, e i loro prodotti non fanno eccezione.

Sembra un discorso cinico ed effettivamente lo è: il profitto prima di tutto, a scapito della qualità

Quanti e quali controlli vengono effettuati oggi per assicurare la qualità dei prodotti più delicati in circolazione? Pochi, troppo pochi e nel migliore di casi con attrezzature insufficienti.

Fortunatamente in nostro aiuto ci sono laboratori privati che a loro spese effettuano controlli qualitativi e i risultati di queste analisi specialistiche sono poco confortanti.

Inoculando tramite siringa ed ago qualsiasi composto, inevitabilmente ciò che si inietta ed il particolato inquinante contenuto in sospensione penetrano nell’organismo superando almeno in parte le barriere difensive fisiologicamente esistenti.

Lo studio che vi riportiamo in allegato vuole essere da esempio per l’ottimizzazione della produzione, un’ottimizzazione che i diretti responsabili, cioè i medici che somministrano quotidianamente questi composti, devono poter garantire, assicurando al paziente un prodotto qualitativamente puro e senza i contaminanti riscontrabili oggi.

Vaccinandosi, il personale ospedaliero è esattamente a rischio di contaminazioni da particelle come chiunque altro. Il loro ruolo necessario allo svolgimento del servizio sanitario,rende infermieri e medici di corsia tra i primi ad essere esposti alla contaminazione da nano-particolato, in tutta coscienza è necessario che i dipendenti delle strutture in cui si somministrano tali farmaci siano pertanto essi stessi i primi a battersi per la qualità dei prodotti che impiegano e con i quali viene chiesto loro di vaccinare stagionalmente la propria persona.

Stiamo parlando di una problematica poco conosciuta ma che è di vitale importanza.

L’inquinamento da particolati presenti nei composti iniettabili è estremamente grave a causa della capacità delle particelle di superare le normali difese che il corpo umano ha a sua disposizione. Introducendo materiale né biocompatibile né biodegradabile sottoponiamo il nostro organismo ad un inquinamento permanente innescando la possibilità di contrarre malattie a volte difficili da sospettare.

E’ sufficiente, quindi, che ci si batta per ottenere quello che dovrebbe essere uno standard qualitativo ovvio, cioè che i vaccini, così come gli altri composti iniettabili, siano PULITI.

Oggi, invece, questo, che erroneamente diamo per scontato, non accade. Ci vengono somministrati prodotti di scarsissima qualità con inquinanti e particolato inammissibili nella medicina moderna.

Cogliamo l’occasione per rendervi noto quanto emerso tramite uno studio qualitativo indipendente che vi alleghiamo.

Fate voi stessi il controllo utilizzando il vostro libretto vaccinale. Potrete così scoprire se siete stati esposti ad una contaminazione da nanoparticolato, consultando la lista dei contaminanti tramite questo link:

http://medcraveonline.com/IJVV/IJVV-04-00072.pdf

Aderisci anche tu alla campagna di sensibilizzazione, firmando su www.vaccinipuliti.it

La ricerca internazionale porta la firma di due illustri scienziati italiani:

Biografia:

Antonietta M. Gatti Fisico e bioingegnere tratta dal sito (http://www.istec.cnr.it)

Sono un fisico e bioingegnere che ha deciso molti anni fa di fare ricerca direttamente dentro la Facoltà di Medicina in quanto ero convinta che i problemi clinici debbono essere risolti direttamente a contatto col paziente. Ho avuto ragione.

Da quasi 20 anni mi occupo esclusivamente di nanopatologie (nome inventato da me per un progetto europeo “Nanopathology” che diressi dal 2002 al 2005) e di malattie misteriose. Ho sviluppato una nuova tecnica diagnostica con cui verifico se nei campioni biologici patologici ci sono corpi estranei micro- e nanodimensionati (polveri esogene) che testimoniano dell’esposizione che il soggetto ha subito. Con questa tecnica analizzo anche pazienti con malattie di cui si sa ben poco e soldati al ritorno da missioni di pace. Applicando la tecnica, si possono rintracciare le sorgenti delle polveri e, in questo modo, allontanare il soggetto dall’inquinamento o trovare contromisure per evitare che quell’inquinamento sia prodotto.

Biografia:

Stefano Montanari laureato in Farmacia nel 1972 con una tesi in Microchimica tratta dal sito (http://www.stefanomontanari.net/sito/biografia.html)

Bolognese di nascita (1949), modenese di adozione, ha cominciato fin dai tempi dell’università ad occuparsi di ricerca applicata al campo della medicina. Autore di diversi brevetti nel campo della cardiochirurgia, della chirurgia vascolare, della pneumologia e progettista di sistemi ed apparecchiature per l’elettrofisiologia, ha eseguito consulenze scientifiche per varie aziende, dirigendo, tra l’altro, un progetto per la realizzazione di una valvola cardiaca biologica.

Dal 1979 collabora con la moglie Antonietta Gatti in numerose ricerche sui biomateriali.
Dal 2004 ha la direzione scientifica del laboratorio Nanodiagnostics di Modena in cui si svolgono ricerche e si offrono consulenze di altissimo livello sulle nanopatologie.
Docente in diversi master nazionali ed internazionali, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche.
Da anni svolge un’intensa opera di divulgazione scientifica nel campo delle nanopatologie, soprattutto per quanto riguarda le fonti inquinanti da polveri ultrafini.

Grazie in anticipo a tutti quelli che decideranno di contribuire a questa iniziativa scientifica di vitale importanza condividendo sulle loro bacheche questa lettera.

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