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Sesso anale esplicito e continuato allo spettacolo patrocinato dal PD. Ecco dove e come è successo!

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Polemica a Terni per lo spettacolo con scene di sesso anale sostenuto dalla Regione Umbria e dalla Comune di Terni. La denuncia del consigliere Laffranco (Fi): “Non si può fare con soldi pubblici”

Uno spettacolo praticamente pornografico andato in scena a teatro al Terni Festival nei giorni scorsi. Sesso anale esplicito patrocinato dal Partito Democratico.

Il sesso anale patrocinato dal Pd

Sembrerà strano, ma è successo davvero. Nel festival umbro, infatti, durante la realizzazione dello spettacolo Schonheitsabend, prodotto da enti di vari paesi, tra cui Austria, Olanda, Belgio e Germania, una delle danzatrici penetra il danzatore in un “prolungato e continuo rapporto anale”. In particolare, come scrive Tommaso Chimenti, critico teatrale, nel suo blog, “nella prima delle tre parti, la danzatrice Florentina Holzingersi è apposta in vita una cintura con un fallo in lattice applicato e ha penetrato il danzatore Vincent Riebeek con un rapporto anale continuo e prolungato, con evoluzioni e svariate pose e posizioni per far ben vedere, da ogni angolazione, di che cosa stavamo parlando e dove si era infilata quell’appendice, prima esposta e sguainata come spada, poi incuneatasi e sparita, inghiottita nel corpo del performer”.

Insomma, un porno con sesso anale. Messo in scena grazie al patrocino del Pd, per mano dell’assessorato alla cultura della Regione Umbria e quello del Comune di Terni. Chissà se sapevano che mettere il logo delle istituzioni che rappresentano sotto la locandina di quello spettacolo sarebbe significato patrocinare una scena in cui i due ballerini, “lui cavalcando lei e successivamente lei montando lui, hanno danzato uniti per una decina di minuti in un amplesso anale esplicito e osceno”.

A far scattare le polemiche è stato il parlamentare di Forza Italia, Pietro Laffranco: “Ognuno acasa sua fa come gli pare – ha detto – ma con i soldi pubblici no. Annuncio un’interrogazione al ministro Franceschini sul caso”. Considerato anche il fatto che non c’era nessuna indicazione su eventuali divieti ad un pubblico inferiore ai 18 anni.

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